Spoleto anno 91 a. C.

Jacques Vallée, il noto ufologo francese, ci ha comunicato che, insieme a Chris Aubeck, distribuirà una nuova ricerca incentrata su gli ufo del passato.

Jacques Vallée
Jacques Vallée

In essa, gli autori citano un episodio che le cronache situano nel territorio di Spoleto e che gli stessi datano al 73 a.C. : “Golden orb” phenomenon seen at Spoletium (Umbria, Italy) in 73 BC

Il corsivo (sottostante la raffigurazione pubblicata) ha offerto lo spunto al nostro Pietro Torre (curatore del progetto PreUfoCat, del quale scriviamo nella categoria “Editoria”) di controllare ed evidenziare l’errore cronologico commesso.

L’evento di Spoleto del 73 è errato come data. Nel “The book of miracles” c’è scritto 73 ma l’evento, un classico della cronologia dei prodigi dell’antica Roma, è del 91 a. C., al più dell’89!

L’occasione però, è ghiotta. E, aldilà di chi abbia realmente realizzato il “fail”, quale testo sia più o meno preciso (senza scomodare i vari calendari), ci fa piacere riportare quanto descritto in proposito nel libro di Torre (“Strane luci nella storia d’Italia”).

Descrizione: Essendo consoli Lucio Marzio Filippo e Sesto Giulio Cesare, nel territorio di Spoleto un globo di fuoco di colore aureo, disceso a terra e divenuto più grande, fu visto sollevarsi da terra e dirigersi verso oriente; oscurò per la sua grandezza il Sole (In Spoletino colore aureo globus ignis ad terram devolutus, maiorque factus, e terra ad orientem ferri visus, magnitudine solem obtexit).

Note: Licostene data questo evento all’89 a. C. – Fra i prodigi celesti descritti fin qui, questo è forse quello che maggiormente accende la fantasia, facendo pensare ad un oggetto metallico dorato che atterra e poi riparte, dopo essersi ingrandito, fino a coprire con la sua mole il disco solare. E’ possibile che si sia trattato della caduta di un grosso meteorite e si può pure pensare ad un racconto fantasioso ispirato proprio alla caduta di tale meteorite; comunque gli elementi forniti dalla descrizione sono troppo pochi: una costante presente, praticamente, in tutte queste descrizioni di “prodigi”.

Fonti: Iulii Obsequentis, Prodigiorum Liber, ab Urbe condita usque ad Augustum Caesarem, cuius tantum extabat Fragmentum, nunc demum Historiarum beneficium, per Conradum Lycosthenem Rubeaquensem, integrati suae restitutus. … Basileae, p. 108 – Conrad Lycosthenes, Prodigiorum ac ostentorum chronicon, Basilea, 1557 – Giulio Ossequente, Il libro dei prodigi (con i «supplementi» di Corrado Licostene), a cura di Solas Boncompagni, Corrado Tedeschi Editore, Firenze, 1976, p. 105, nota 543, pp. 160-161.


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