Torino 2015.

Sono le 4,00. La sveglia sta suonando ma gli occhi sono aperti già da qualche minuto.

Coraggio, giù dal letto a lavarsi e vestirsi. Il bagaglio è pronto ma è meglio guadagnare qualche minuto per arrivare puntuali all’appuntamento. Certo che, ieri, quando la macchinetta del bancomat non voleva darmi i soldi e stava per mangiarmi la carta… ma non ho pensato che fosse la solita … fortuna e che, forse, era un segno per non andare? Mah! Via a lavarsi.

No!! Non c’è l’acqua calda! Miseriaccia della miseriaccia (per non dire parolacce). Coprirsi ed uscire in terrazzo per controllare la caldaia. La caldaia sembra a posto. Allora occorre solo aspettare l’acqua… che si scaldi? Ma per carità, non c’è trippa per gatti. Acqua fredda. Lavati lo stesso, forza. Brr.

Cristiano, sveglia dai, hai promesso di accompagnarmi ad Orte per l’appuntamento.
Sono le 4,30 si va. Ecco il casello di Orte: perfetto, sono le 5 e 5, siamo in anticipo. Papà: ti va un caffè? No, grazie e poi dove? Qui vicino c’è un bar. Ok.

Che lo dico a fare! Preso il caffè, ci perdiamo tra le stradine sterrate di nonsisadove. E il tempo passa. Chiamare per dire che tardiamo? Aspetta. Gira e rigira, macché. E allora torna il pensiero: ma che, davvero davvero, non ci devo andare? A pensarci bene… sono tre indizi!

No, non è così! Ritroviamo la via giusta e siamo al casello alle 5 e 25. Meno male. Ecco Mauro. Via, si parte! (Speriamo bene!)

Passiamo da Angelo. Passiamo da Andrea. Dai, siamo a Orvieto. E adesso su dritto per dritto fino alla vecchia capitale. Il viaggio fila liscio, tutto bene. Qualche breve acquazzone, nulla di più. Passa il Lazio, passa la Toscana, passa la Liguria. Ecco le montagne. Bellissimo! Torino: finalmente!

Albergo. Sono le 14 e 20. Mangiamo qualcosa e poi andiamo al punto d’incontro. Da non credere, ci sono!

ecco il campanello!
ecco il campanello!

Basta così? No no. La conferenza non vede il tutto esaurito ma gli argomenti in agenda sono interessanti e apprezzati, anche da chi non è appassionato di ufetti vari. Anzi, c’è anche chi, totalmente estraneo ci regala apprezzamenti per la serietà, l’approccio al problema e la “struttura” umana.

Poi la cena sociale. Momento pieno, con gli amici che, magari come me, non vedevi da qualche anno (e più ancora). Il mangiare? E’ relativo, secondario. Meglio assaporare l’atmosfera di una grande famiglia. E poi, a nanna, domani c’è l’assemblea.

L’assemblea termina, si torna a casa. Ehi, e non ci racconti nulla della riunione? Oh certo, scusami.

Allora, abbiamo eletto il nuovo direttivo. Parlato delle prossime iniziative. Degli aggiustamenti. Delle cose da fare. Che, però, che dico a fare? Le scopriremo pian piano, no? Per ora, il mio intento è comunicare a voi che la forza, la vera forza del Cisu, oltre alle conoscenze, capacità e professionalità dei singoli, oltre alle cose che riusciamo a fare più o meno bene, la forza di questa associazione è… l’affetto, l’amicizia ed il rispetto che ci lega, tutti. Da anni e anni. Cose che “senti” negli occhi, nelle parole, nelle mani che stringi.

Un abbraccio grande grande a tutti (abbraccio “circolare”, come dice il mio amico Raffaele –detto Lellobello). Ed un grazie ancora ai miei compagni di viaggio: Mauro PMP (Pilota Molto Paziente), Andrea il saggio e Angelo che continuo a scoprire sempre di più … nel bene.

Viva il CISU!

 

 


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