M.a.U. -6- L’ufologo, il testimone, il contattista

Eccomi di ritorno e scusate per il ritardo ma.. sono stato trattenuto….

Tutti bene? Bene. Allora, oggi, dopo aver dato un’occhiata alle ipotesi esplicative più “gettonate” nel panorama ufologico, cercheremo di “fotografare” un altro aspetto essenziale della questione: il ruolo coperto da tre figure imprescindibili: l’ufologo, il testimone ed il contattista.

 

1.4.     Cosa s’intende per “ufologo”?

 

E’ colui che studia, che si interessa del fenomeno ufo.

Scherzandoci su, potremmo dire che ve ne sono di due categorie:

“A”- quello con ampie possibilità economiche e che, quindi, ne fa un’occupazione a… tempo pieno e

“B”- quello che utilizza gli “spazi” restanti dagli altri suoi impegni (famiglia, lavoro, …).

E’ sottinteso che il soggetto “A” è pressoché una rarità e che la quasi totalità degli “impiegati” è data da soggetti di tipo “B”. Ciò non toglie però che entrambi abbiano bisogno gli uni degli altri. Infatti, pur potendo i primi disporre di “mezzi” vari per effettuare ricerche personali, si avrà sempre necessità della reciproca collaborazione (come quando si sbircia in un… compito in classe!) al fine di: conoscere, dibattere, valutare, …

Non è un “mestiere” facile, anzi non è proprio un mestiere. E costa, costa molto e non solo in soldi. Spesso ci si deve anche scontrare contro certi generi di avversità, quali l’ottusità, lo scetticismo, la superficialità, eccetera.

Ma, chi è l’ufologo? E’ forse una persona con il cervello fuori posto o semplicemente una a cui non va di far finta che “nulla vola sulle nostre teste” (aerei & company a parte)? E’ una persona con dei “miti”, amante della fantascienza, o una che ha un’apertura mentale per così dire diversa?

Matteo Leone, ufologo del Cisu
Matteo Leone, ufologo                      del Cisu

L’ufologo è un uomo (o donna) che una volta imbattutosi nel problema (per una lettura o altro) lo “incamera”, lo rende proprio, non lo “espelle” da sé. Lui (lei) ha bisogno di risposte o, per lo meno, di possibili risposte. Capisce che la questione merita di essere affrontata e… lo fa. Ciascuno nel suo piccolo (per quello che può). Entra e, una volta entrato, difficilmente esce da questo “particolare mondo”. All’inizio si accontenta di leggere, poi non gli basta più. Comincia a cercare, a chiedere, ad “indagare”. Contatta altri che, come lui, presentano i sintomi della stessa “sindrome” (come fosse una malattia, in senso buono però). Crea o entra a far parte di un gruppo e con esso allarga i suoi “orizzonti” (ma può anche fare il “lupo solitario”). Con altri, piano piano, nel mondo.

Non appartiene ad un ceto (categoria di persone con uguale condizione economica e sociale) specifico e né ha un’istruzione specifica. Tra i suoi “colleghi” vi sono: operai ed imprenditori, professionisti e scienziati, specialisti e generici. Lavora “sul campo” e a “tavolino”; controlla le notizie, le vaglia, … , segue delle “piste” e formula proprie idee; effettua analisi, studi. Lavora in “equipe” (squadra) o si serve dell’aiuto di esperti di vari settori: astronomi, chimici, fisici, fotografi, …

Non raccoglie “figurine” tanto per chiarirci (nel senso che non si limita a catalogare articoli di stampa a scopo collezione) ma cerca di dare risposte.

L’ufologo non è colui che crede agli ufo ma colui che cerca di identificare gli eventi con termini noti (nei limiti possibili), per togliere la “polvere”, il “rumore di fondo” (tutto ciò che non serve alla soluzione del caso) e approfondire le analisi sui dati certi, quelli che, almeno apparentemente, restano ancora inattaccabili. Tutto allo scopo di capire.

Vogliamo esagerare? Bene, diciamo allora che forse si tratta di un “pioniere”, un “esploratore” di una nuova frontiera. Del vero “scettico” (nel senso vero del termine), di chi studia non rigettando nulla a priori. Aperto ad ogni possibilità, semplicemente, solo perché sa che il fenomeno non è un’illusione.

Detto ciò, affrontiamo un’altro aspetto molto importante senza il quale non esisterebbe la “materia”:

 

1.5.     Chi è il testimone?

Il testimone, o “avvistatore” (da cui “avvistamento”) o “contattato” come altri usano, è una persona, una qualsiasi persona che, in un qualsiasi momento della sua vita, assiste ad un “evento” straordinario (non ordinario, insolito, fuori dal comune), ovviamente riconducibile nel nostro caso alla questione ufo. E’ “l’osservatore”, lo “spettatore” involontario di una rappresentazione scenica che si svolge nel cielo o a terra da parte di un ufo (talvolta anche più d’uno). Lui (o “lei” o “loro”) è dunque un “soggetto” passivo e casuale che in un dato momento si trova in una data situazione tale da renderlo appunto spettatore di un “fatto” al di fuori delle cose quotidiane, e che per il quale, soprattutto, non riesce, per le sue conoscenze, a darsi una “umana” risposta (se non un generico: “che cos’è?”).

una persona "qualsiasi" (da: www.disegnidacolorareonline.com)
una persona “qualsiasi” (da: http://www.disegnidacolorareonline.com)

Il testimone, in alcuni casi, può comunque diventare, sempre involontariamente, anche “comparsa” o “attore” o “protagonista” di quella sorta di “film”. Può cioè accorgersi di non essere completamente estraneo a quanto sta osservando ma che è, in qualche modo, “parte” della vicenda. E ciò può verificarsi, ad esempio, quando invia e/o riceve dei segnali luminosi (“comparsa”) o, addirittura, quando ha la netta sensazione di essere lui l’osservato (“attore”) se non (due volte “addirittura”) “contattato”, nel reale senso della parola, o “rapito” (“protagonista”) [vedi poi alla voce “Abduction” in Lingue, termini e sigle]. E, in alcuni casi, la particolarità è la drammaticità degli eventi che sembra anche traumaticamente segnarne la vita.

Non appartiene ad un particolare “tipo” di persone. Il testimone è … chiunque. L’enorme numero degli avvistamenti ha infatti coinvolto tutti! Uomini e donne di tutte le età, professione, incarico, etnia; analfabeti, letterati e scienziati; ricchi e poveri; tutti.

Il fenomeno ufo non fa distinzioni fra le persone (anche se non ne sono altrettanto convinte quelle di cui parliamo ora).

 

* * * * *

Infatti, e per alcuni versi simile al “testimone”, ma solo apparentemente come vedremo, nel mondo degli ufo c’è anche la figura del contattista.

 

1.6.     Chi è il contattista?

Anche il “contattista” (da cui “contattismo” -termine che indica  il “fenomeno” nato dai resoconti dei contattisti-) è una persona. Una persona che però “dice” di essere in contatto (relazione), appunto, con le entità che “pilotano” gli ufo.

George Adamski
George Adamski

Non è dunque “spettatore” involontario, casuale e “passivo”. Lui pur essendo una persona qualsiasi è un prescelto. Le entità lo hanno preferito ad altri e con lui hanno stabilito un “dialogo”.

Il contatto è quindi cercato, non casuale, ed il contattista è soggetto “attivo”.  Talmente attivo che non è raro che cambi totalmente genere di vita, che scelga una nuova strada, che “crei” una nuova visione dell’essere, che… lasci la famiglia e quant’altro.

Gli “anni d’oro”, quelli che segnarono la nascita di questo particolare fenomeno nel fenomeno, sono i ’50 ed i ’60. Si potrebbe dire “quei favolosi anni” che, in particolare negli Stati Uniti d’America, videro l’esplosione di tanti “umani a colloquio con extraumani”. Il primo, almeno per la sua notorietà, è stato George Adamski (vedi a Lingue, personaggi) e la lista è lunghissima anche se scèma (tende a ridursi -non scéma!) pian piano sino ai giorni nostri.

Il “nocciolo” del “dialogo” è pressoché identico per tutti i contattisti, così come l’apparenza fisica delle entità. Queste, infatti, sono di una bellezza quasi sempre sovrannaturale, angelica, ed ispirano sentimenti di pace e serenità: alti (alte), ben proporzionati e per lo più con biondi capelli lunghi. Ciò che hanno da dire al soggetto umano, e che questi dovrà riproporre al mondo, è un messaggio di fratellanza universale, di spinta verso i valori perduti o che si stanno perdendo, di apertura mentale alla realtà della vita nel cosmo. O, per altri, si tratta di “ammonimenti” ambientali (tipo: “state attenti a quello che fate perché così distruggerete tutto”). Possiamo comunque dire: messaggi positivi.

Il “guaio” però (guaio perché sarebbe sicuramente bello sapere con certezza che ci sono dei fratelli maggiori che vogliono aiutarci) è che, fermo restando il fatto che alcuni potrebbero essere in buona fede, i più ci hanno raccontato un sacco di frottole. Un altro guaio è che hanno “speculato” o “speculano” (nel senso di chi vuol fare soldi) sulla presunta esperienza. Un altro ancora è che hanno girato o girano in lungo e largo, tenendo conferenze o concedendo interviste generando solo falsità ed inganni abusando della credulità popolare. Ultimo, non ultimo, guaio, è che discreditano (sempre “i più”) l’intero “settore” con il rischio (se non la certezza) di portare giù con loro anche eventuali contattisti “genuini”. Eh si, perché, anche se dopo aver detto questo si potrebbe pensare che sia tutto da “buttare a mare”, ciò non è detto. Nessuno può escludere che la possibilità di un contatto “privato” possa esserci e nessuno può escludere che questo non sia già avvenuto.

Come detto, fenomeno nel fenomeno, che è e resta materia di studio sicuramente interessante, ormai parte integrante dell’ufologia.

Ciao ragazzi, a presto e

Buon Santo Natale a tutti!


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