M.a.U. -7- Testimone, contattista, ufologo e mass-media: AIUTO!

Ben-ritrovati e.. scusate il ritardo. Le feste sono continuate a lungo…. Riprendiamo dunque dall’ultimo argomento trattato e poi vediamo di chiarire un poco anche la presenza del “quarto attore”. Ok? Occhei!

1.7.     Differenze fra testimone e contattista

Grazie all’opera di quanti ci hanno preceduto in questo studio, è comunemente accettato individuare in “7” le differenze sostanziali -le più nette- fra i due “personaggi” sopra descritti. (Ovviamente ci riferiamo ai casi in cui c’è la presenza delle entità.)  Sintetizziamole.

1-Testimone: l’esperienza è dovuta al caso.

1-Contattista: l’esperienza non è casuale ma “provocata”.

 

2-Testimone: l’esperienza è “spiacevole” (paurosa, scioccante, …).

2-Contattista: l’esperienza è “meravigliosa” (indescrivibile).

 

3-Testimone: le entità sono spesso descritte mostruose, diverse dagli umani, non di rado ostili. Il contatto è indesiderato.

3-Contattista: le entità sono descritte bellissime, buone e dalle fattezze umane. Il contatto è desiderato.

 

4-Testimone: non riceve “messaggi” da trasmettere all’umanità.

4-Contattista: riceve sempre “messaggi” o “ammonimenti” (richiami) da trasmettere all’umanità.

Siragusa Eugenio
Siragusa Eugenio. Il più noto fra i contattisti italiani.

5-Testimone: delle volte può avvalorare (“portare delle prove”) la sua esperienza con delle “tracce” o “impronte” sul terreno del presunto atterraggio o con delle testimonianze da parte di altre persone.

5-Contattista: non ha mai delle “prove” che confermino l’esperienza né, quasi sempre, testimonianze di altre persone.

 

6-Testimone: il suo racconto presenta delle “lacune” (come dei “vuoti”) e incertezze dovute, si presume, ad uno stato di confusione generato da forte emozione.

6-Contattista: il suo racconto è di una precisione da “romanzo”, particolareggiatissimo. Nessuna “lacuna” o incertezza.

 

7-Testimone: non ama rendere pubblica l’esperienza e, il più delle volte, dopo averne parlato rientra nel suo “anonimato” (nella sua vita privata).

7-Contattista: ama rendere pubblica l’esperienza; talvolta scrive dei libri, tiene conferenze, “fonda” (crea, istituisce) gruppi o “movimenti”, partecipa a trasmissioni radio-televisive, cerca di fare pubblicità al “suo caso”.

 

 

  • Testimone, ufologo, mass-media = pericolo!

 

Pericolo si, proprio così.

Queste tre componenti del fenomeno possono facilmente divenire delle autentiche “mine vaganti”, in grado di destabilizzare (togliere l’equilibrio, il credito) l’intero sistema.

Facciamo degli esempi.

  1. a) Può succedere, infatti, che il testimone di un evento inizialmente catalogato come “ufo” ma poi razionalmente ricondotto a termini conosciuti e reali, suffragato (confortato, giustificato) da prove certe, non accetti gli esiti dell’indagine e mantenga e diffonda comunque le sue certezze.

Perché? I motivi possono essere diversi. Il testimone:

-è in buona fede, convinto che le spiegazioni non sono sufficientemente valide per la sua avventura;

-ha iniziato la storia “ricamandoci su” (aggiungendo particolari inesistenti) troppo e non vuole ammettere d’aver… esagerato;

“per scherzo” ha inventato di sana pianta il fatto ma non vuole essere riconosciuto… falso, o perlomeno non prima che sia lui stesso a deciderlo, tipo: “Visto? Vi ho fatto fessi!”;

per alcune sue dichiarazioni si è esposto (le proprie capacità intellettuali, professionali, titoli…) più del dovuto e non vuole rischiare di “perdere la faccia”;

è totalmente in mala fede e persegue un personale fine (denaro, esaltazione della persona, piacere dell’apparire… in TV).

Ma, pur non considerando gli aspetti in mala fede, è sufficiente capire che sussiste comunque un certo rischio anche solo con chi, pur solo per… imbarazzo, non accetta le risposte “ufficiali” e, soprattutto, insiste platealmente col rilasciare dichiarazioni destinate gioco forza ad alimentare una poca credibilità del fenomeno.

 

  1. b) Può succedere che anche gli ufologi (si fa per dire) inventino storie o le arricchiscano (in verità: le impoveriscano) con vicende o situazioni non vere.

Perché? Perché gli uomini sono… diversi. Perché non è per tutti normale seguire i principi etici e comportamentali ritenuti patrimonio del vivere civile. Menti distorte possono “gioire” (!) nel creare dal nulla delle storie, più o meno incredibili, per il solo gusto di seminare falsità; del sentirsi “bravi” per aver insinuato dubbi ed interrogativi, un nuovo mistero o una nuova visione della… realtà; un nuovo “mito” o risposta ad uno già esistente.

Scrivere, inventare, insinuare per produrre disagio, farsi un “nome”, “lucrare” (cercare il guadagno) o semplicemente disturbare, distribuendo in giro un po’ della propria limitatezza culturale. Ma anche -così come detto per certi testimoni- solo per non voler accettare delle spiegazioni su eventi che non paiono (a loro si) meritevoli di considerazione o, ancora peggio, non ammettendo propri errori pur di non ritrattarli (sia pure umanamente commessi ed escludendo, quindi, l’evidenza dei fatti).

Mass-media

  1. c) E può succedere che anche i media (radio, televisione, carta stampata) facciano, per così dire, la “loro” parte!

Trasmissioni, articoli completamente basati su fatti-non fatti banali, spiegabilissimi o addirittura non accaduti. Chiacchiere e considerazioni prive di fondamento.

Perché? Perché anche i giornalisti (!) sono fatti di… ciccia! Perché si vuole vendere, focalizzare l’attenzione, prendere in giro il prossimo, inventare uno “scoop” (un articolo, una foto… dai contenuti eccezionali), dare spettacolo,… o magari riportare per conseguentemente vero (perché così sembra) ciò che è stato detto.

Quando “l’informazione” non è rispondente ai requisiti fondamentali della stessa (completa e veritiera) è ovvio che si aggiunge solo altro… fumo e, chiaramente, ci riferiamo solo a quei possibili casi di cattiva informazione (fortunatamente pochi).

 

Il pazzesco sarà quando si dovessero “incontrare” insieme tutte e tre le situazioni! Pensate: testimone, ufologo e media dove nessuno agisce nella verità, che ne uscirebbe?

Certo, si è voluto esagerare ma ben sappiamo che alcuni valori come l’onestà e la dignità non sono sempre presenti e, di conseguenza, i nostri tre “fattori” possono davvero essere dei potenziali e micidiali pericoli.

Attenti dunque a ciò che leggiamo, non sempre è tutto… oro, abituiamoci a saper distinguere e valutare con attenzione, c’è tanta immondizia!

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Bene, per oggi basta così. La prossima volta parleremo di… come ci si dovrebbe comportare. Cioè: onestamente. Ciao ragazzi.


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