Foligno 1989

Dopo tutti questi giorni trascorsi in “altre faccende affaccendati”, in attesa di riprendere questo piccolo “spazio virtuale” con la doverosa frequenza, riporto un mio scritto di qualche anno fa.

E’ la ricostruzione di un episodio narratomi direttamente dal testimone.  

Piccole creature dai capelli neri 

“… era l’ultimo giorno di carnevale.  Ma non è detto che si sia trattato di uno scherzo.”

            Così conclude il suo pezzo il cronista che ha reso pubblica una presunta vicenda di “incontro ravvicinato del 3° tipo”.  Ed è un raro caso, potremmo dire, di pura e semplice informazione (quale dovrebbe sempre essere) riscontrata sulle pagine di un quotidiano e relativa alla questione ufo:

            Non ci sono commenti ironici o “sapienziali” ed è un bene in quanto, dopo appena 17 giorni, lo stesso giornale pubblicherà un altro articolo sul testimone principale, stavolta purtroppo per comunicarne la scomparsa.

            Orlando (questo è il nome del protagonista della storia riportata) è un uomo di 43 anni che lavora come artigiano.  E’ molto conosciuto nel mondo dei “CB” 1, “apprezzato, sempre attivo e disponibile in caso di emergenze”.  Il suo nome in codice è Orso Blu.

            Questo suo particolare “amore”, unito a quello di tanti altri, aveva reso possibile “mantenere efficienti collegamenti” durante l’ultimo grave sisma registratosi nella sua regione.  Attività, la sua, che troppo spesso non viene menzionata ma per la quale molti e molti ringraziano, esempio di dedizione e di umanità.

            “Quella sera” del 7 febbraio, ultimo di carnevale, non è davanti al suo baracchino ma si trova nei pressi di una vecchia cripta.  Con lui, in auto, c’è una sua amica e accanto altre auto in sosta con relativi passeggeri, pronti a festeggiare.

            Una serata come tante.  Tutto è calmo, quieto.

            Orlando alza gli occhi al cielo, ha notato delle luci intermittenti che si avvicinano verso terra.  Pensa subito a delle stelle cadenti ma non… lo sono.

            Nel piazzale antistante si posano cinque oggetti a forma di disco, il loro diametro è di scarsi due metri.

            Non credevamo ai nostri occhi”, dice il nostro cb.  Le “piccole astronavi”, così le definisce, sono a pochi metri dalle auto.  La parte inferiore è nera, quella superiore è trasparente.  Sono munite di uno sportellino.  Si aprono tutti e da ciascuna… scende un essere vestito di una tuta color dell’amianto.  Sono piccoli, forse 90 centimetri.  Hanno grandi occhi e… capelli, capelli neri.

            Tutte le persone presenti sono chiaramente spaventate.  Gli ET invece appaiono tranquilli, quasi “indifferenti” alla loro presenza.

SASSOVIVO-BOROZAN 001
Ricostruzione grafica dell’entità

   Per dieci lunghi minuti si aggirano nella zona.  Poi, finalmente, risalgono nelle loro “navette” e se ne vanno.

            Gli involontari spettatori hanno la netta sensazione, in quell’istante, di percepire una folata come di vento.

            Qualcuno comincia a piangere.  Altri, sempre per la paura, cercano di avviare le macchine allo scopo di fuggire ma l’operazione non riesce.

            La tensione sale.

            Quando infine i discoidi sono lontani nel cielo, i motori si accendono e l’insolita avventura ha così termine.

Nei giorni a seguire si cercherà di saperne di più.  Orlando è disponibile a parlarne, non così un suo amico presente quella sera perché “si vergogna”.  Lui intanto viene a sapere che qualcosa di simile è accaduto in altre due località non molto lontane.

          Orlando telefonerà due volte per fissare di incontrarsi. Al primo appuntamento non andrà e non se ne conosce il motivo.  Il secondo non ci sarà.

L’articolo che annuncia la sua scomparsa procura un nodo alla gola, è come aver perso un amico.  Anche la verità se ne è andata con lui, presto, troppo presto.

Resta il ricordo, il ricordo di un uomo che donava una parte del suo tempo per aiutare il suo prossimo e che ci ha raccontato una fantastica storia.

            Vera?  Falsa?  Scherzo di carnevale?  Allucinazione?

Quale la linea di “confine” tra queste possibilità?  E, soprattutto, che “spessore” ha questa linea?

Spesso è così… esile!

 

1 Sigla che indica i “radioamatori”, coloro che, impiegando ricetrasmettitori, stabiliscono collegamenti e scambiano informazioni con altri forniti delle stesse strumentazioni.


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